
«light my fire»Comincio a pensare che questa stanza è solo un'estensione del mio corpo. Un'estensione silenziosa, che non si lamenta.


Se solo tu sapessi capire.
Se solo tu riuscissi a sentire.
Se solo tu lottassi per me.
Se solo tu sentissi le mie mani, come io sentivo le tue.
Se solo tu sapessi.
Se solo tu sapessi.
E so già che questo non accadrà, e so già che questo non accadrà.
I lieti fine non esistono per tutti.

Ricomponiamo un attimo i pezzi, e se senso non hanno un senso lo troverò. Ed oggi vedrò Vittorio, si parlerà della sceneggiatura, ricominciamo da qui, per esempio. Tanta voglia di fare e tanta voglia di proteggere le poche cose che posso proteggere.
Almeno quelle.
Quelle in un modo o nell'altro non dovrebbero abbandonarmi.
Almeno quelle.

Avevo dimenticato. Avevo dimenticato cosa volesse dire stare male così. L'avevo proprio dimenticato. Eppure credevo che.. e no. Mi ero sbagliata. La regola della prova del tempo è illuminante. Dannatamente illuminante.
"Solo il tempo riesce a dire quale sia una vera opera d'arte."
Il relativismo di estetica mi aveva detto così, e così è davvero. Credevo di aver superato lo scoglio "primo amore" con lei. Credevo che fosse stata lei la persona che avesse sbloccato davvero quello stupido organo. E no. Non lei. E me ne rendo conto solo adesso. Lei non è stata quello che credevo fosse. Perchè solo adesso, solo adesso sento quel male. Quel male simile a quello provato per Lei (La mia Lei con L maiuscola). Un male diverso, ma che porta quella stessa identica sensazione addosso. Perchè così? Perchè così? Cazzo. E non posso fare niente. Non posso fare niente. E mi sento sempre queste lacrime bloccate, vorrei che uscissero, non vanno via, restano, cazzo. E mi sento implodere così. Vorrei una sigaretta adesso. E' tardi, lo so. E' tardi. Non ho sonno. Non ho assolutamente sonno. Ma perchè doveva accadere così? Perchè doveva accadere così? E non c'è niente da fare. E' accaduto con la persona sbagliata. E' accaduto con la persona sbagliata. Almeno abbiamo avuto la conferma che funziona ancora. Che quello stupido organo funziona ancora. Capiterà ancora. Sì, dovrà capitare ancora. Pazienza. Tentativo fallito.
Cosa dobbiamo fare adesso? Si aspetta che i giorni passano. Si aspetta e basta. Perchè prima o poi passerà. Come è passata quella volta, passerà anche questa. Cazzo. Cazzo. Cazzo. Mi sento così ridicola. Cazzo. Mi sento così idiota. Mi sento così deficiente. E mi offenderei ancora. Ancora. Ancora. Ancora. Ho davvero bisogno di una di sigaretta. Porca puttana. Oggi ho avuto un pensiero così stupido. Ero seduta sul letto. Guardavo quel cazzo di letto e guardavo quel cazzo di divano. E ho detto "vendiamoli, cambiamo i mobili". Quanto è patetico tutto questo. Persona sbagliata. Non doveva accadere così. Nessun lieto fine ancora? Ho esaurito i miei lieti fine a quanto pare. Non ne ho più da tempo. E quando questa rabbia finisce che resta? Cosa resta? Non resta niente. Non resta niente a cui aggrapparsi. Non resta proprio niente. Per una volta vorrei non avere tutto così chiaro. E lei non capisce. Non capisce cosa voglia dire. Non capisce e non capirà, non avrebbe senso neanche che lei capisse, perchè sarebbero livelli troppo diversi. Troppo. Perchè non so più piangere? Quando ho smesso di saperlo fare? Perchè ho smesso di volerlo fare? Perchè non lo so più fare? Come si fa a rimparare? Come cazzo si fa? Perchè devo sentire questa sensazione immobile, che resta e che non va via. Rumore che non esplode. Rumore che non esplode. Quando cazzo ricomincerò a vivermi le mie debolezze? Quando?
Sì. Ogni fottutissimo momento. Ogni fottutissimo momento vorrei condividerlo. Sì. Vorrei fosse qui cazzo. Sì. E' patetico, me ne strafotto di quanto lo sia. La vorrei qui. La vorrei qui e basta. Vorrei che tutto andasse come sarebbe "perfetto" andasse. E quindi? Cosa cazzo c'è da ridere? Non c'è proprio niente da ridere. E' solo dannatamente triste. Perchè fa quasi pena tutta la situazione. Ti fa uscire fuori quella sensazione che ti fa pensare "Oh poveretta.. è messa proprio maluccio.." Sì, sono messa proprio maluccio. Sono messa più che maluccio.E non volevo questo. Non credevo sarebbe mai successo questo. Quando tutto era inziato ero quasi titubante di tutto, ero messa lì che mi fissavo e mi dicevo "Ma che sta succedendo?". E tutto avrei pensato tranne questo. E me ne resi conto quel giorno, quando sentii la prima volta quella paura, quella paura di perderla. E lì cominciai a capire che forse le cose non erano come credevo. Che quei dannati sentimenti erano tornati a vivere. Che quello stupido organo stava di nuovo battendo in quella maniera così "sana-insana". E non so cosa urlare per davvero. Non lo so. E sono convinta di una cosa, se solo trovassi la cosa giusta succederebbe, sì, succederebbe, io piangerei.
Ho bisogno di una sigaretta.

Quiete di plastica
nervi tirati
poi risa spasmodiche
confessioni
occhi che scoppiano
fuori dalle orbite cave.
lampi di sangue
che volano fuori
da denti che stringono
stupide frasi:
frasi palesano assenza
di rassegnazione.
voci sussurrano
rabbia repressa
che teme
l'angoscia di incomprensione
tendini strozzano il collo
in preda al buon umore.
resta qui la sensazione che
qualcosa non vada.
c'è qualcosa che scorre in me.
è agrodolce bastardo e vile,
mi corrode e sgorga e vive.
no. non è sangue.
è nerabile.
lascia stare la mia bile.
voglio bere la mia bile
voglio bene alla mia bile
voglio brindare alla mia bile.
luci che passano disegnano ombre che restano disegnano
luci che passano disegnano ombre che restano ti segnano
(Io?Drama)

Soffia, soffia.
Tienila su, tienila su.
Non farle toccare terra.
Soffia, soffia.
Non perdere il ritmo.
Soffia, soffia.
I polmoni non sono più così allenati
Tutto sta negli organi.
Tutto sta lì.
Soffia, soffia.
Non è per niente piacevole.
Non è per niente piacevole.
E se tu non lotti un pò per me, la tua risposta dovrebbe essere già arrivata.
E se tu non lotti un pò per me, io non ci sarò più per davvero.





Quel dannato legno.
Che hai bisogno di essere scalzo, o senti che il respiro ne risente.
Che le schegge poi non fanno più così tanto male, se ci sono.
E quelle luci, quelle dannate luci.
Su di te, su di te.
E sentire addosso quell'attimo prima che stai per iniziare
"Il tempo lì è sempre così breve, non importa che parte fai, ma è sempre così breve"
E poi, lì, lì, lì, allo stomaco, lì.
Quel dannato odore.
Che ti assale. Che non ti chiede permesso.
Quel dannatissimo odore.
Lì non fanno mai male le schegge, mai.
Anche se ci sono. Non fanno mai male.
Si va. Si va. Si va.
E' forse per gente debole.
E' forse per chi si rifiuta di vivere al di là di quel dannato parquet.
Non sono per noi le poltrone rosse, vero?
Non fanno proprio per noi.
Quelle poltrone non fanno proprio per noi.
Eppure, che attrice è, un'attrice che non sa più piangere?
